Pachino,Portopalo,Marzamemi...promontorio,noto,avola,siracusa,rosolini,ispica,pozzallo,siracusa,ragusa, Pachinos | Pachino Promontorio,pachino,portopalo,marzamemi | Il Cannocchiale blog .

Internet-giornale, Pachino, Promontorio, Pachino, Portopalo, Marzamemi,Pachum.Pachynus
9 aprile 2012
PROVA



permalink | inviato da Pachinos il 9/4/2012 alle 2:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 aprile 2012
La Sicilia Portopalo il turismo verrebeb compromesso Piano Paesaggistico ,troppi vincolo,Portopalo annuncia ricorsi al TAR

«Il turismo verrebbe compromesso»

Piano paesaggistico, troppi vincoli
Portopalo annuncia ricorso al Tar

  • Venerdì 06 Aprile 2012
  • Siracusa,
  • pagina 32

LA STRATEGIA
Il ricorso al Tar e le osservazioni previste dalla legge: il Comune seguirà le ...
Portopalo. Il Comune di Portopalo presenterà ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro il Piano paesaggistico della Provincia di Siracusa. La decisione è stata presa dall'amministrazione comunale che ha deliberato in merito all'incarico da conferire a un legale per presentare il ricorso al Tar.
Trovano conferme, dunque, le anticipazioni che erano state date dal sindaco e da alcuni assessori in riferimento all'eventualità di un ricorso per via amministrativa. Il Comune portopalese, dopo la lettura del testo del decreto, ha subito definito il nuovo Piano paesaggistico «un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del territorio», evidenziando l'altissima percentuale di vincoli, da Scalo Mandrie a Isola delle Correnti, potenzialmente capaci, secondo l'amministrazione comunale portopalese, di bloccare le prospettive turistiche di un comprensorio che proprio sul turismo punta le sue carte dello sviluppo, considerando le difficoltà di altri settori nevralgici dell'economia locale come l'agricoltura e, soprattutto, la pesca.
La decisione di ricorrere al Tar non blocca, ovviamente, l'opzione delle osservazioni da presentare entro i termini previsti dalla legge. A questo proposito si è svolta alcuni giorni fa una riunione, nell'aula consiliare del palazzo municipale, alla quale oltre ai vertici amministrativi locali hanno preso parte anche operatori del settore, pochi a dire il vero rispetto alle attese. Un segnale non certo di interesse da parte degli addetti del settore turistico. 
E adesso, arriva l'atto ufficiale della Giunta comunale che si rivolgerà al Tar.
SER.TAC.


06/04/2012



permalink | inviato da Pachinos il 9/4/2012 alle 2:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
4 aprile 2012
La Sicilia Siracusa Nomina politica inadeguata Soprintendenza

«Nomina politica inadeguata
ai vertici della Soprintendenza»

È scontro
con la Regione
sul vertice 
dell'ente che gestisce i beni culturali
e paesaggistici

  • Domenica 01 Aprile 2012
  • Siracusa,
  • pagina 38

l´ex soprintendente marzia scialabba e la neo-reggente trigilia
«L'ennesima nomina politica di Lombardo che penalizza Siracusa e il suo territorio». Il gruppo consiliare di Grande Sud interviene così all'indomani della nomina di Alessandra Trigilia alla guida della Soprintendenza.
Un incarico pro-tempore in attesa della nomina del soprintendente da parte della Regione. Risale a ottobre scorso, infatti, l'addio alla Soprintendenza da parte di Concetta Ciurcina, oggi in pensione, e la reggenza affidata a Marzia Scialabba la quale, per motivi personali, ha chiesto un periodo di riposo. Il posto, dunque, è andato ad Alessandra Trigilia: responsabile unità operativa Paesaggio della Soprintendenza. 
«Grazie al nostro governatore Lombardo e qualche suo amico siracusano - denunciano i consiglieri comunali di Grande Sud, Alberto Palestro, Pippo Impallomeni e Italo Bufardeci - è stata affidata la Soprintendenza ad Alessandra Trigilia già contraddistintasi per aver bloccato con ostinazione l'ampliamento di via Puglia. Una zona in cui noi consiglieri abbiamo dato vita a manifestazioni di protesta dando voce ai residenti, e siamo pronti a farne altre».
Il nome di Alessandra Trigilia, inoltre, è legato alla redazione del Piano paesaggistico che Grande Sud ha sempre osteggiato per le eccessive restrizioni. «Un Piano - denuncia Impallomeni - che fortunatamente tutte le amministrazioni stanno impugnando perchè uccide quel poco di economia che resta. Eppure, nonostante ciò, contemporaneamente si concedono autorizzazioni alla balza Akradina per casermoni che deturpano, quelli sì davvero, il paesaggio». 
I consiglieri di Grande Sud annunciano di voler parlare con la neo-soprintendente per parlare di presenza delle vicende urbanistiche in questione. 
«Nulla di personale - prosegue Impallomeni - ma la dottoressa è un'agronoma e non un archeologo (come furono per esempio Bernabò Brea e Voza) o un'archeologa e dunque con un bagaglio culturale ad hoc in termini di beni culturali. Inoltre risulta un'assoluta novità di taglio squisitamente politico presentare nei club service e nei circoli, oltre che in associazioni orientate politicamente, il Piano paesaggistico: non stiamo parlando di rappresentanti delle istituzioni poltiche ma di dipendenti e funzionari della Pubblica amministrazione. È come se il direttore dell'ufficio del lavoro andasse a illustrare la riforma dell'art 18 del ministro in giro. Il Pp è atto politico su cui il tecnico non può fare commenti».
E a proposito di Piano paesaggistico, entro l'11 aprile dovranno essere presentati i ricorsi al Tar annunciati da Comune e Provincia.
«Grande Sud - dice Bufardeci - è stato l'unico partito che ha sollevato il problema organizzando un grande convegno a cui hanno preso parte rappresenanti di sindacati, parti sociali e ordini professionali. Gli altri partiti solo un assordante silenzio, dal Pdl in poi».
Si accenna alla manifestazione di due settimane fa a palazzo Vermexio durante la quale il Pp è stato illustrato dai tecnici con le conseguenze sul territorio. «Tutte le parti intervenute - conclude Palestro - dalla Camera di commercio alla Casartigiani, alla Cna e ai sindacati, sono stati concordi a giudicare negativamente un Piano che blocca lo sviluppo e il "buon cemento" inteso come corretta crescita del territorio. La parola adesso passa al presidente Bono, a Visentin e agli altri 20 sindaci della provincia per ricorsi al Tar e osservazioni». 
isabella di bartolo


01/04/2012



permalink | inviato da Pachinos il 4/4/2012 alle 13:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 marzo 2012
Galleria Roma a cura di P. Bonaiuto Gaetano Giulio Zumbo

Diario Doc - Siracusa
Sabato 4 Agosto 2001

Riflettori puntati su un'artista siracusano, morto tre secoli fà a Parigi, all'età di 45 anni, per un ascesso epatico . Siracusa, dove era nato nel 1656, gli ha intitolato una strada .



 ZUMBO (Zummo)
anatomico scultore-ceroplasta


A circa 300 anni dalla morte del famoso ceroplasta siciliano, Gaetano Giulio Zumbo, vogliamo far conoscere ai lettori del Diario Doc chi fosse costui,a cui peraltro molto opportunamente è stata dedicata una stretta viuzza, in pieno centro storico in Ortigia, vicino Piazza Giuseppe, ed in cui (strana coincidenza ! ),oggi tiene bottega d'arte l'antesignano degli scultori aretusei, l'amico settantenne Giovanni Migliara .
Nato a Siracusa nell'anno di grazia 1656,era figlio di una schiava affiliata di nome Zummo , " un'origine - a dire di F. Cagnetta - che contribuisce ad illuminare il mistero della scontrosa identità dello scultore, i suoi modesti studi pagati in un collegio religioso per avviarlo al sacerdozio che non conseguì, l'attribuzione di un piccolo titolo di abate, sulla cui pensione potè vivere sino a che rimase in Italia, e soprattutto la modifica durante il soggiorno parigino del nome originario Zummo in Zumbo " .
Gaetano Giulio Zumbo dedicò tutta la sua esistenza alla realizzazione di opere in cera dalla fattura straordinaria ; lavorò dapprima in Sicilia e successivamente fu chiamato a Napoli, a Firenze dal GranDuca Cosimo III dei Medici tra il 1691 ed il 1694,a Bologna, a Genova ed a Parigi alla corte del Re Sole, Luigi XIV, che gli concesse " due privilegi che gli davano il monopolio delle riproduzioni anatomiche delle cere in Francia " , sebbene per un chirurgo parigino <Lo Zumbo non conosceva il nome di un solo muscolo > .
L'artista morì il 22 Dicembre 1701 per un ascesso epatico a Parigi e fu sepolto nella Chiesa di Saint Sulpice . Fu il primo a riprodurre in modo fedele le parti anatomiche del corpo umano prendendo a modello le dissezioni anatomiche effettuate da insigni medici dell'epoca .Oltre alla sua incredibile produzione di statue in cera che descrivevano in modo minuzioso le varie componenti del corpo umano,tanto che era ricercato  per i suoi <pezzi anatomici> , l'abate Zumbo realizzò diversi " Teatri della morte " . Alcune di queste opere,cosiddette " cere della peste" , sono conservate a Firenze presso il Museo della Specola ed a Londra presso il Victoria and Albert Museum .
A Siracusa, nel lontano 1988, gli è stata dedicata una mostra, con monografia del Prof. P. Giansiracusa.
Secondo Gerbino, " dalla perizia di Zumbo, dal suo virtuosismo si sprigiona una capacità analitica che consente,forse per la prima volta ad un artista, così raffinato, di valutare il dato decompositivo quale elemento biologico,come ricerca anatomica ed artistica " .
Fra gli ammiratori del'abate Zumbo,vi fu anche il Marchese Donatien Alphonse De Sade,che così descrisse in " Juliette"  le opere dello Zummo : "In uno di questi armadi si vede un sepolcro pieno di innumerevoli cadaveri,nei quali è possibile osservare i diversi gradi della decomposizione del cadavere di un uomo appena morto fino a quello completamente divorato dai vermi . Quest'opera bizzarra è stata ideata da un siciliano di nome Zummo . L'impressione è così forte che i sensi sembrano comunicare tra loro . Viene naturale portarsi la mano al naso , senza accorgersene , contemplando questo orribile spettacolo,che è difficile osservare senza che si affaccino alla mente le sinistre idee della distruzione " .
ZUMBO , < il Michelangelo della cera >



Da < La Provincia di Siracusa >, 1985, a firma Anselmo Madeddu, riportiamo in parte :


" Tutta la sua vita sembrò avvolta nel mistero : dai natali nel 1656 in un vecchio palazzo nobiliare di Ortigia , alla morte avvenuta il 22 Dicembre 1701 , nella più assoluta miseria ,nella stanza di un vecchio palazzo in Rue des Cordeliers a Paris... La distruzione di parte dei registri di battesimo col terremoto del 1693 non ci permette di conoscere con certezza i nomi dei suoi genitori ......... La produzione artistica la si può suddividere in quattro momenti:
a) il primo,quando lo scultore si forma nella sua città lavorandovi fino al 1690 .
b)il secondo che l'artista trascorre dal 1690 al 1694 prima a Napoli e poi alla Corte Medicea in Firenze .
c)il terzo trascorso dal 1695 al 1700 a Bologna ed a Genova,studiando anatomia e scolpendo modelli.
d)il quarto trascorso in Francia dai primi del 1700 al Dicembre del 1701 prima a Marseille e poi alla Corte del Re Sole a Paris e che segnò l'apice della notorietà dell'artista .
.....Iniziò gli studi presso il Collegio dei Gesuiti a Siracusa,conseguendo il titolo di <abate> che gli permise in seguito di vivere con una piccola pensione.....All'età di 35 anni,comunque,dopo un oscuro apprendistato nelle botteghe artigianali di provincia,lasciò Siracusa per perfezionarsi al Nord . Nel 1690
e forse anche un pò prima,Zumbo si stabilì a Napoli dove probabilmente scolpì la sua prima grande opera,il gruppo della <Peste>................All'inizio del 1691 Lo invitò alla sua celebre Corte in Firenze,
Cosimo III dei Medici,il quale contattò lo Zumbo attraverso un suo agente,il parrucchiere francese Lorenzo Borucher .....Il suo soggiorno fiorentino sembra decorrere dal Febbraio 1691 all'Aprile 1694 .

..........molto probabilmente, stanco di assecondare gli strani gusti della famiglia medicea, abbandonò Firenze per raggiungere Bologna.................... Più che altro la sua scelta fu dettata dalla esigenza di perfezionarsi negli studi di anatomia umana . Si apre così la terza fase della sua produzione artistica, il periodo bolognese-genovese(1695-1700). A Bologna ebbe l'opportunità di soffermarsi sugli studi anatomici,che poi Lo avrebbero portato a scolpire i suoi più grandi capolavori: le oramai celeberrime Teste Anatomiche .Intanto sin dalla fine del 1695 Zumbo si era stabilito a Genova, dove strinse,oltre a una calda amicizia,anche una intensa collaborazione con il Chirugo parigino Guillame Desnoues : fu proprio Genova la sede di produzione dei suoi capolavori in cera riproducenti parti anatomiche !
La produzione artistica del ceroplasta siciliano non si limitò solo alle sculture anatomiche . Zumbo,oltre ad essere artista ed anatomista, fu anche abate e la tematica religiosa non fu mai abbandonata dal grande scultore siracusano . Le difficoltà economiche e le continue liti col Desnoues indussero lo Zumbo a rompere definitivamente col chirurgo parigino e ad abbandonare Genova dopo 5 attivissimi anni. Si apre così il suo quarto periodo di produzione artistico-culturale, quello francese, l'ultimo .

Quando ai primi del 1700 l'Intendente della Marina di Luigi XIV Lo invitò a Marseille,accettò volentieri l'invito ed abbandonò l'Italia.....A Marseille il governo centrale parigino Gli mise a disposizione un altro bravo chirurgo-preparatore il Pèlizier e quaranta cadaveri degli ospedali militari; lo Zumbo studiò anche sui corpi di condannati alle Galere .Dopo un anno di studi intensi, riuscì a portare a termine un'altra testa anatomica,considerata in seguito il suo vero e più grande capolavoro in assoluto .
Partito per Paris al fine di presentare la sua straordinaria opera all'Acadèmie des Sciences,venne elogiato da tutti i più grandi scienziati........A  Paris intanto conobbe la celebre Mademoiselle Elisabeth de Chèron, la poetessa e pittrice preferita da Voltaire,che Lo protesse....E lo Zumbo,artista bohemien, toccò davvero l'apice della notorietà,quando fu invitato alla Corte di Sua Maestà Luigi XIV,il Re Sole, suo estimatore....Nella città della Senna inoltre Zumbo scolpì la sua terza famosa testa anatomica...." .

Scrive ancora Anselmo Madeddu, su " La Provincia di Siracusa " , Anno III , N.4, Luglio-Agosto, 1984 :
" Possibile che in 35 anni trascorsi a Siracusa, Zumbo non abbia lasciato nessun'opera ? O,come è più verosimile,nessun'opera è giunta oggi fino a noi ? In particolare ci meravigliammo del fatto che, in nessuna opera,lo Zumbo si fosse ispirato al più grande capolavoro della pittura che la sua Siracusa poteva offrirgli : la famosissima tela del < Seppellimento di S. Lucia > di Michelangelo da Caravaggio....
............Tuttavia è certo che il ceroplasto abbia lasciato qualche opera nella nostra città,e ne fa fede il Privitera,che nel 1861 così scrive : <Di questo insigne statuario altra opera non abbiamo a Siracusa se non un S. Girolamo penitente,di proprietà della nobile famiglia dei Signori Nava,che come cosa di singolar pregio si conserva da loro carissima > ......Un altro argomento scultoreo che lo Zumbo dovette trattare fu certamente quello dei Presepi ..........; avemmo la fortuna di incontrarci con il gentilissimo Marchese di Canicarao, Barone di S. Lucia di Noto, dr. Don Bruno (de) Martinez La Rèstia Statella,discendente da famiglia di antica nobiltà patriziale.....,il quale ci parlava di una preziosissima opera d'arte ceroplasta custodita gelosamente dai suoi antenati lungo il corso di tre secoli,e che, per antica e costante tradizione orale familiare, è stata sempre attribuita al Nobile Artista siracusano Don
Gaetano Zumbo ...............Si tratta, guarda caso di un meraviglioso <Seppellimento di Santa Lucia>, certamente ispirato alla tela del Caravaggio . L'opera appartiene senz'altro al periodo giovanile dell'artista, quando lo Zumbo studiava ancora al Collegio dei Gesuiti di Siracusa ..... " .
Degna di menzione la Mostra alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo con presentazione del  Prof. Paolo Giansiracusa (Siracusa, 10 Dicembre 1988 - 15 Gennaio 1989 ) .
Per Vittorio Sgarbi , fu " grande visionario e insieme grande realista " , mentre per Santi Correnti " le sue opere più tipiche sono di un realismo impressionante e travolgente " .
 

 

                                                                                          

Zumbo [Zummo], Gaetano (Giulio)


(b Syracuse, 1656; d Paris, 22 Dec 1701). Italian sculptor, active also in France. He was born of a noble family named Zummo (he changed the spelling to Zumbo in Paris) and educated for the church. Zumbo was a wax sculptor and anatomical modeller and, like many late 16th- and 17th-century amateurs who practised the art of wax modelling, was probably self-taught, although he may have learnt something of the technique in Sicily, where wax imagery was popular. Before 1691 he went to Naples and visited Rome and other cities in Italy. He was an enthusiastic collector of Old Master drawings and engravings. In Naples he may have invented a new method of colouring wax for sculpture (see WAX, §II, 1(i)), which attracted sufficient notice for him to be summoned to Florence in 1691 by Cosimo de’ Medici III, Grand Duke of Tuscany, who paid him a monthly pension. As a sample of his skill he may have brought with him a scene with wax figures, the Plague (Florence, Mus. Zool. La Specola), which has been shown to depend on paintings of the Neapolitan plague of 1656 by Mattia Preti and Micco Spadaro. Zumbo was in Florence from February 1691 at least until April 1694. For Cosimo he executed two wax groups, one now lost, the other the Vanity of Human Greatness (Florence, Mus. Zool. La Specola). For Ferdinand de’ Medici, the Grand Prince, who had acquired the Plague, he made the only other group that can safely be attributed to him, the Triumph of Time (Florence, Mus. Zool. La Specola; see fig.). These works combine rigorous scientific observation of the various stages of decomposition of the human body with an edifying iconography of the inevitable decay of human beauty and power. The idealizing classicism of the late Baroque figure style and the dramatic pathos of expression and pose, for which Zumbo drew on pictorial and sculptural models by Nicolas Poussin, Michelangelo and others, become in this context an expressive device emphasizing the lesson of ultimate decay. Accessory details, such as rats, snakes and dead dogs, are treated with grim realism. In the Triumph of Time a self-portrait in miniature rests against a pilaster at the feet of Time with his scythe. The groups are essentially illusionistic tableaux, and their backgrounds, symbolic inventions also figuring ruin and decay, combine painted and modelled features, perhaps developing an already established tradition
 




permalink | inviato da Pachinos il 10/3/2012 alle 20:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 marzo 2012
la Sicilia Siracusa Piano PAESAGGISTICO proviciale

Piano paesaggistico. Grande Sud chiede a Comuni e Provincia di pubblicizzare questo strumento Un Piano poco conosciuto

  • Lunedì 05 Marzo 2012
  • Prima Siracusa,
  • pagina 37

uno scorcio della planimetria del piano paesaggistico
A quasi un mese dalla pubblicazione del Piano paesaggistico all'albo pretorio del Comune, Grande Sud contesta la scarsa informazione da parte degli enti locali nei confronti dei cittadini. Per questo, il partito di Bufardeci e Centaro chiede ai 21 sindaci e al presidente della Provincia di promuovere la conoscenza del Piano per venire incontro alle esigenze di tutti gli abitanti che dovranno fare i conti con il nuovo strumento urbanistico firmato dalla Regione lo scorso 1 febbraio.
Questa la richiesta a seguito dell'incontro svoltosi sabato nella segreteria politica di via Brenta alla presenza dei consiglieri comunali e provinciali, degli assessori e dei componenti dei vari dipartimenti di Grande Sud nell'ambito degli appuntamenti promossi dal partito per conoscere nel dettaglio il Piano e le sue ripercussioni sul territorio.
«E' già trascorso un mese dalla pubblicazione - commenta il senatore Roberto Centaro - e ai primi di aprile scadono i termini per la presentazione delle osservazioni da parte sia di soggetti pubblici che di cittadini privati. Si comprende, dunque, l'esigenza di maggiore informazione nei confronti dei cittadini che potranno esaminare il Piano e proporre osservazioni, così come prevede la legge. C'è un'incomprensibile mancata pubblicità da parte delle amministrazionii nei confronti del Piano paesaggistico che coinvolge gli interessi dei cittadini: imprenditori o meno che siano».
Grande Sud contesta dunque il ritardo delle amministrazioni in termini di pubblicizzazione dello strumento urbanistico e per questo invita i Comuni e la Provincia a mettere a disposizione dei cittadini la possibilità di consultare la documentazione e le cartografie del Piano per avere la possibilità di presentare osservazioni e ricorsi.
Grande Sud evidenzia il suo netto «no» a un Piano paesaggistico che rischia di ingessare lo sviluppo della provincia e ne parlerà con tecnici e amministratori il 24 marzo in occasione di un convegno che coinvolgerà tutte le categorie professionali.
Isabella Di Bartolo


05/03/2012



permalink | inviato da Pachinos il 6/3/2012 alle 14:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 febbraio 2012
La Sicilia Noto Villa romana del Tellaro sopralluogo del Sindaco

Sopralluogo del sindaco Corrado Bonfanti, dell'architetto del comune Di Dio e dell'esperto culturale Pino Genovesi alla villa romana del Tellaro, sede naturale dei mosaici risalenti al quarto secolo dopo Cristo

  • Venerdì 10 Febbraio 2012
  • Siracusa,
  • pagina 36

I mosaici della villa romana del Tellaro risalgono al quarto secolo dopo Cristo. Dopo un ...
Sopralluogo del sindaco Corrado Bonfanti, dell'architetto del comune Di Dio e dell'esperto culturale Pino Genovesi alla villa romana del Tellaro, sede naturale dei mosaici risalenti al quarto secolo dopo Cristo. Obiettivo: accertarsi dello stato in cui versano i preziosi tasselli e non sono rimasti soddisfatti di ciò che hanno trovato. D'altra parte che qualcosa non funzioni come dovrebbe, è sin troppo evidente anche all'occhio di un profano. Varcata la porta d'accesso alla contestata copertura in plexiglass e ferro, progettata dall'architetto Pagnano e fatta oggetto delle ire del critico Sgarbi che la paragonò ad una «cagata», ci si imbatte nel primo quadro di mosaico sistemato su una base in cemento piena di vistose screpolature. Una negligenza che non depone bene considerato che il sito, visitabile pagando un biglietto di sei euro, è fruito da visitatori e turisti. Alla fine del corridoio l'ultimo mosaico sistemato come gli altri su cemento, è separato da una fessurazione che lo divide in due, segno che la base sottostante sta cedendo. Il mosaico all'uscita del corridoio, a sinistra, sembra grondante di umidità. Molti tasselli pare stiano sbiadendo e si vedono anche chiazze sparse qua e là provenienti dal terreno. Se si alzano gli occhi alla copertura in ferro si nota che in più parti presenta macchie di ruggine. Quando si esce fuori dalla struttura con negli occhi ciò che non avresti mai voluto vedere, ad accoglierti c'è la natura selvaggia che avrebbe bisogno delle cure di un giardiniere, mentre in un angolo fanno bella mostra di sé attrezzi da muratore e materiale vario. Sarà finita? No. Resta l'ultimo «gioiello» nella sala dei quadri dove, in un angolo, giace un pezzo di pavimento in mosaico a suo tempo riportato alla luce. Qui l'umidità è terreno fertilissimo per il muschio, mentre gli intonaci sono del tutto rovinati. «Così non va- dichiara il sindaco Bonfanti-. Ho sempre sostenuto nei miei interventi, nella visione che ho di questa città, che il territorio di Noto debba essere fruito nella sua interezza. Ho fatto sognare un percorso ideale che parta da Vendicari, la villa del Tellaro, Santa Lucia di Mendola, Castelluccio. Ho già fatto dei sopralluoghi nei siti per capire come fare per farli fruire nel migliore dei modi. Stamattina sono arrivato alla villa romana. Quello che ho visto non mi piace. Da una prima impressione, è necessario un intervento urgente che blocchi il processo di degrado dovuto, secondo il mio parere non da tecnico, alla risalita dell'umidità dal basso ed alla troppa esposizione alla luce- e aggiunge: «Richiederò al più presto l'intervento dell'assessore regionale ai beni culturali, coinvolgerò il direttore Lorenzo Guzzardi che ha in precedenza segnalato la necessità di interventi. E' necessario inoltre che la struttura sia almeno modificata per evitare ogni forma di contatto con l'esterno».
Cetty Amenta


10/02/2012

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. NOTO SINDACO TELLARO VILLA IMPERIALE

permalink | inviato da Pachinos il 12/2/2012 alle 3:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
9 febbraio 2012
La Sicilia Catania Cronaca Nomina del ministero dell'Interno Andrea Spinello nuovo dirigente del compartimento "sicilia Orientale della Polizia Stradale
  • Mercoledì 08 Febbraio 2012
  • Catania (Cronaca),
  • pagina 24

nomina del ministero dell'interno
Andrea Spinello nuovo dirigente del Compartimento «Sicilia orientale» della Polizia stradale
Da due giorni il primo dirigente della Polizia di Stato Andrea Spinello (nella foto) ha assunto la reggenze della compartimento Polizia stradale «Sicilia orientale», come disposto dal Ministero dell'Interno. Spinello succede al comandante Antonino Sireci che dal 1° dicembre 2011 aveva lasciato il comando per andare in pensione per raggiunti limiti d'età. Proveniente dal Compartimento della Basilicata, dov'è stato dirigente per sei anni, il dottor Spinello aveva già retto anche la sezione Polstrada di Reggio Calabria per quattro anni. Agli inizi della carriera è stato anche funzionario della scuola alpina di Moena e ha diretto vari commissariati. Ha avuto anche un periodo di permanenza tra i ranghi dell'Alto commissario per la lotta alla mafia nella sede di Bari. Nel 2001 ha anche diretto la squadra mobile di Stato e nello stesso anno è stato promosso primo primo dirigente della Polstato. Sposato con un funzionario medico Polstato e padre di due gemelli di 19 anni, il dirigente ha approfondito la materia della sicurezza stradale curando la pubblicazione di due libri «La psicologia dell'emergenza a supporto degli operatori della polizia stradale» e «Con la mente on the road - Viaggio nel trauma della strada».



permalink | inviato da Pachinos il 9/2/2012 alle 0:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 novembre 2011
La sicilia : pachino ,portopalo ,Marzamemi Il nodo dei pantani e delle serre slitta il vertice con l'assessore

Il nodo dei Pantani e delle serre
slitta il vertice con l'assessore

  • Mercoledì 09 Novembre 2011
  • Siracusa,
  • pagina 37

Sopra, il deputato regionale Enzo Vinciullo. In alto, uno scorcio dei Pantani della Sicilia ...
Sarà con ogni probabilità rinviato di qualche settimana, l'incontro palermitano tra l'assessore all'Agricoltura e le organizzazioni agricole pachinesi, per discutere in merito alla istituzione delle riserve «Pantani della Sicilia Sud orientale». 
La notizia dello slittamento dell'incontro è stata data dal deputato regionale Enzo Vinciullo che era stato promotore del vertice. «Visto che l'assessore all'Agricoltura è cambiato - ha affermato lo stesso Vinciullo -, è necessario concedergli un po' di tempo, prima di chiedere un suo intervento in aula. Aspettiamo che si documenti sulla situazione venutasi a creare nelle zone di Pachino. Ritengo dunque che lo slittamento di qualche giorno dell'incontro, sia assolutamente necessario».
La vicenda, com'è noto, riguarda il rapporto vantaggi-disagi che l'introduzione delle nuove riserve, il cui decreto istitutivo è stato firmato lo scorso luglio, potrà comportare sulle decine di aziende che vedono le loro attività minacciate dai vincoli tipici di una riserva naturale orientata. Prima fra tutte l'impossibilità di utilizzare prodotti chimici o sfruttare il territorio per opere di edilizia imprenditoriale quali capannoni o centri di confezionamento.
Contro l'istituzione delle nuove riserve - normalmente considerate una risorsa per il territorio - si sono schierate le organizzazioni venatorie, ma anche il Comune di Pachino e diversi imprenditori agricoli. Ricorso al Tar è stato proposto anche dal consorzio di tutela Igp Pomodoro di Pachino che vede intaccate, dalla istituzione di una riserva in maniera non programmata e non concordata con le istituzioni locali, la propria prerogativa nella produzione a marchio di qualità.
Dei ricorsi proposti, ad oggi è stato discusso solo quello delle associazioni venatorie che ha visto non concessa la sospensiva della vigenza dei decreti. 
A questo punto si attende che gli altri ricorsi, proposti con motivazioni ben diverse rispetto a quelle delle associazioni venatorie, possano essere esaminate dall'organismo di giustizia amministrativa catanese.
Nel frattempo, la via del dialogo era stata tenuta accesa proprio dal deputato regionale Vinciullo che ha già più volte sollecitato l'incontro tra le parti, invitandole a sedersi insieme a un tavolo di trattative. L'ipotesi di lavoro più accreditata potrebbe essere legata a una revisione delle estensioni delle riserve istituite, cosa da concordare con l'ente gestore. In alternativa, si potrebbe pensare a una serie di deroghe per consentire il prosieguo delle attività imprenditoriali private all'interno delle stesse riserve.
Tutte le ipotesi al momento rimangono aperte, anche se per alcuni imprenditori, già bloccati dai vincoli di destinazione, la via del declino sembra ormai segnata. Ed è a loro che Vinciullo si rivolge quando insiste: «Una soluzione si può trovare».
Sa. Mar.


09/11/2011



permalink | inviato da Pachinos il 10/11/2011 alle 0:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 novembre 2011
La sicilia Non avevo i soldi per andare a lavorare

«Non avevo i soldi
per andare a lavorare»

Ad Augusta mi hanno persino chiesto se volevo un marito e i figli

  • Mercoledì 09 Novembre 2011
  • Siracusa,
  • pagina 29

l´università è spesso un´area di parcheggio invece che un trampolino di lancio
Storie di ordinaria disoccupazione. Storie di chi non studia, né lavora, di chi ottiene un colloquio una o due volte all'anno e riceve porte in faccia almeno una volta al mese. In Italia, come a Siracusa.
È la storia della giovane Simona Scimò, come di tanti altri ragazzi, maschi e femmine anche ben oltre i 30 anni. Ma Simona, tra tutti quanti, è disposta a raccontare il suo percorso, quello di «trentenne, laureata plurireferenziata e in cerca di un'occupazione».
Il suo primo viaggio verso il futuro è cominciato, dopo il diploma conseguito al liceo artistico di Siracusa e l'iscrizione alla facoltà di Architettura di Reggio Calabria. Lì, Simona si è mantenuta gli studi lavorando come commessa fino all'età di 26 anni, quando è uscita con tanto di corona in testa dal corso di «Pianificazione territoriale, urbanistica e ambientale». Poi, il nulla.
«Mi aspettavo - racconta - di avere molte opportunità, e trovare lavoro tranquillamente, perché il mio titolo è specialistico». Simona sperava di diventare ispettore ambientale; la sua sarebbe stata una di quelle professioni all'avanguardia, fondamentali per un Paese che ha a cuore una corretta gestione del territorio. Ma, come è lei stessa a spiegarci, «si preferisce inserire i ragionieri all'urbanistica e i geometri alla gestione ambientale, insomma gente che ha altre competenze in uffici di altri settori».
Così Simona è stata per tre anni sulla Salerno-Reggio Calabria in attesa di un contratto e di una «vera» retribuzione per il suo lavoro di «ispettore sull'ultimo tratto dell'autostrada. Sono stata costretta ad aprire la partita Iva per essere scaricata dall'azienda come una normale spesa, ma poi non ci sono più rientrata e ho mollato tutto. È paradossale, ma non avevo i soldi per potermi permettere di lavorare e certi giorni sono arrivata a dover scegliere tra fare la spesa e mettere la benzina».
Così Simona è tornata a Siracusa, da qualche anno. «Non è più accaduto nulla. Una volta sono andata a fare un colloquio per un consorzio ambientale ad Augusta dove mi hanno chiesto se ero intenzionata ad avere un marito e dei figli, più che pensare alla mia preparazione. Ho distribuito ovunque i miei curricula e ho capito che se hai una laurea non puoi nemmeno immaginare di fare la commessa. Sì, mi hanno scartato perché i miei titoli sono troppo elevati per vendere scarpe». Racconta ancora: «Mi hanno detto 'no' fino a qualche giorno fa, perché avendo avuto un contratto da apprendista commessa non possono farmene un altro e non sono certo disposti a darmi un impiego».
Simona è l'esempio di una delle tante storie siracusane di ordinaria disoccupazione, l'esempio di chi non si arrende, ma fugge, con la speranza di poter tornare e con un filo di rassegnazione conclude: «Il mio Paese è il più bello del mondo, ma adesso devo proprio andare».
Eleonora Vitale


09/11/2011



permalink | inviato da Pachinos il 10/11/2011 alle 0:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 novembre 2011
La sicilia Liberati quattro siti

«Liberati» quattro siti

Intervento di manutenzione straordinaria della Regione con gli uomini della Forestale
per ripulire il Castello Eurialo, la grotta del Ninfeo, l'Anfiteatro romano e l'area di via Basento

  • Mercoledì 09 Novembre 2011
  • Siracusa,
  • pagina 28

Si scopre l'area archeologica di piazza Adda e tornano alla luce altri tesori nascosti dall'incuria. L'esperimento voluto dalla Regione per la pulizia dei siti archeologici è partito da Siracusa. 
E grazie a un accordo firmato dall'assessorato regionale ai Beni culturali e l'azienda Forestale, sono stati eseguiti interventi di diserbo e manutenzione straordinaria nelle aree archeologiche in condizioni di maggiore emergenza: piazza Adda, appunto, e poi la grotta del Ninfeo, l'Anfiteatro romano e il Castello Eurialo.
Sono stati questi i siti individuati dalla direzione del Parco archeologico di Siracusa, curato da Maria Amalia Mastelloni, per interventi urgenti sia legati a motivi di igiene urbana che per la tutela e la salvaguardia delle aree. 
«Si tratta di un esperimento ben riuscito e che speriamo di poter avviare almeno due volte all'anno - commenta l'assessore regionale Sebastiano Missineo - in quanto a costo zero per il governo. Gli operai che hanno eseguito i lavori, infatti, sono quelli già pagati dalla Regione». In questa maniera, l'assessorato di Missineo ha potuto rendere fruibili quattro siti che la mancanza di pulizia aveva reso impraticabili. 
Nel dettaglio, a piazza Adda-via Basento si trova un'area archeologica molto ampia, di oltre 10 ettari di terreno, che sino alla fine del XIX secolo era una palude e oggi, a causa della mancata attenzione ai sistemi di drenaggio, è tornata ad essere invasa da acqua con ovvi disagi che ciò comporta anche sotto il profilo igienico. Qui, gli scavi condotti negli anni '80 da Giuseppe Voza hanno messo in luca alcuni reperti archeologici tuttora in fase di studio. Tra i rinvenimenti, un grande monumento circolare, forse un edificio di culto. Gli interventi del corpo forestale stanno consentendo di eliminare porzioni di canneti divenuti ricettacolo di animali e ripristinare il manto erboso dell'area. Qui si trova anche la sede della direzione del Parco. 
Squadre di operai al lavoro anche nella parte sommitale al Teatro greco dove si trova la grotta del Ninfeo: probabilmente una stoà, ovvero un portico usato in epoca antica. L'intervento ha riguardato il taglio di grossi arbusti che con le radici correvano il rischio di danneggiare la volta del Ninfeo, oltre che compromettere il deflusso delle acque dell'acquedotto del Paradiso che alimenta la cascata del Ninfeo. Nello stesso parco della Neapolis, i lavori hanno interessato l'Anfiteatro romano che, per la prima volta, quest'estate non è stato fruibile in quanto invaso da erbacce. Dalle gradinate, gli operai si sposteranno ora all'arena del sito, sempre sotto la supervisione della direzione del Parco. Infine, nel sito del Castello Eurialo è stata ripulita la zona d'ingresso e la pineta, i viottoli e i vari passaggi invasi da sterpaglie. Si è concentrato poi il lavoro nella parte superiore della fortezza.
Questi gli unici interventi che sono stati messi in atto. Come confermano dall'assessorato regionale, sono rimasti fuori dal programma di lavoro gli altri siti della città così come l'area archeologica di Thapsos, in territorio di Priolo, per mancanza di personale del corpo forestale.
Isabella di bartolo


09/11/2011




permalink | inviato da Pachinos il 10/11/2011 alle 0:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
22 ottobre 2011
Pachino, Istat 2011 e...Cosa centrano i partiti con il censimento???
Alle forze politiche locali legali: Scusate ma si è appreso daii giornali che sono stati "scelti" tra i candidati x il censimento alcune persone. Ora visto che abitiamo a pachino e bene o male ci conosciamo tutti mi "pare" di aver confuso qualche persona forse per omonimia, ma questo dubbio ai consiglieri, che hanno la possibilità di saperne di più e visto che dovrebbero dare l'esempio sulla legalità hanno indagato?
 ·  ·  · 13 ore fa
    • Edda Scirè non vorrei commentare ma è più forte di me. non è omonimia, ma sai forse non si sà che chi è in commissione non può selezionare i propri figli. è un reato, eppure credo che questa è una notizia nota a tutti.
      2 ore fa ·  ·  1 persona
    • Sebastiano Lupo COSÌ FAN ……………..TUTTI??????

      Qualche anno addietro, per intenderci al tempo della prima repubblica, sostenere l’equivalenza di tutte le formazioni politiche, o peggio, di tutti gli uomini politici (per meglio intenderci: "siti tutti i stissi"), avrebbe comportato l’esposizione all’accusa infamante di essere qualunquisti. Oggi, ahimè, temiamo che questo pericolo non lo si corra più e chiediamo di essere smentiti.
      Da qualche giorno circola nel paese un’insistente vocio in merito al concorso di selezione di rilevatori per il censimento Istat. Voci nate e circolate sulla base di omonimie di vincitori della selezione con commissari selezionatori.
      Assistiamo al più "assordante" silenzio da parte di tutte le forze politiche, nessuna esclusa, rappresentate o no in Consiglio Comunale, con il risultato della delegittimazione di pubblici funzionari (costume imperante in questo “rinato” paese).
      Perché questo silenzio soprattutto da parte dei partiti della sinistra che si autoproclamano i soli garanti della legalità? Perché i consiglieri comunali non esercitano i poteri ispettivi per far chiarezza su queste voci sulla legittimità della procedura concorsuale? 
      L’atto ispettivo che la cittadinanza esige per fugare ogni dubbio è di una semplicità estrema. Basterebbe controllare alcuni adempimenti di legge dei commissari del concorso, unico fra tutti se è stato assolto l’obbligo di cui all’art. 11, comma 1 del D. P. R. 9-5-1994, n. 487 all’oggetto “Regolamento recante norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi”. La legge impone, infatti, a ciascun componente della commissione selezionatrice “1. Prima dell'inizio delle prove concorsuali la commissione, considerato il numero dei concorrenti, stabilisce il termine del procedimento concorsuale e lo rende pubblico. I componenti, presa visione dell'elenco dei partecipanti, sottoscrivono la dichiarazione che non sussistono situazioni di incompatibilità tra essi ed i concorrenti, ai sensi degli articoli 51 e 52 del codice di procedura civile.”.
      La sussistenza di queste dichiarazioni farebbe cadere le illazioni e i tentativi di strumentalizzazione. L’insussistenza, viceversa, ovverosia la sussistenza oggettiva e documentata di situazioni di incompatibilità di qualche commissario per la presenza come candidato di parente e affine entro il quarto grado (artt. 51 e 52 del c. p. c.), solleverebbe considerazioni di ordine politico ed etico.
      Quello di ordine politico attiene ad aspetti del funzionamento istituzionale (si fa per dire) del sistema politico locale; da vent’anni attanagliato da scontri personali, che hanno ridotto il nostro paese a cenerentola d’Italia. L’indirizzo prevalente di tutti i politici locali non è il bene comune, ma la conquista del potere personale, secondo il vecchio detto “lieviti tu ca mi ci miettu iu”.
      Quelle di ordine etico sono di certo più complesse e non è possibile illustrarle in questo breve scritto. Ne richiamiamo solo una di carattere generale. Un concorso, come qualunque altro evento politico, ha un intrinseco valore educativo dei comportamenti dei cittadini. Un concorso non rispondente ai criteri di oggettività ed imparzialità, corrompe la coscienza individuale e collettiva, istillando nella mente sociale che il PRINCIPIO DELLA INEGUAGLIANZA DEI CITTADINI DI FRONTE ALLA LEGGE È GIUSTO. SAREBBE LA FINE DEL VIVERE CIVILE.
      Perciò, di fronte alle incontrollate voci che circolano, primo a garanzia della inappuntabile correttezza delle procedure di selezione, secondo per dimostrare al paese che ancora a Pachino vige il PRINCIPIO DI LEGALITÀ, la cittadinanza si aspetta dalle forze politiche di opposizione di sinistra e di destra deputate al controllo amministrativo (la legalità non ha colori politici), dal Consiglio Comunale, da singoli consiglieri di opposizione (per intenderci dal dott. Roberto Bruno, dal dott. Buggea, dal Presidente del C. C. dott. Andrea Rabito), un atto ispettivo che chiarisca che le voci che abbiamo sentito sono infondate e che il concorso si è svolto, come pensiamo, senza incompatibilità.
      Questo si aspetta la cittadinanza, il controllo di legalità. Ove l’atto ispettivo non dovesse arrivare, allora ci sia consentito inferire che avevamo ragione a pensare

      COSÌ SON……….TUTTI!!!!!
      circa un'ora fa ·  ·  2 persone
    • Nino Augugliaro ci vuole chiarezza per dimostrare che non fate parte tutti della stessa pendola,e per dare giustizia ai cittadini vostri elettori.
      circa un'ora fa ·  ·  1 persona
    • Edda Scirè la logica (e la normativa) dei concorsi è stata alterata da anni(principi della pubblica amministrazione sono estinti e sputtanati). incarichi e nomine, concorsi fasulli e omertà, hanno restituito al cittadino consapevole la rabbia e il disgusto che ci riempie di odio l'uno per l'altro. queste politiche sono disastrose non solo nell'immediato, ma nel lungo periodo in quanto il modello di riferimento che il cittadino ha è improntato su valori al quanto distruttivi della società civile, quali: prepotenza, arroganza, incompetenza e calcio al merito.avrei tante cose da dire ma avrei bisogno di spazio, aria e libertà d'espressione, quindi mi limito a dire che il qualunquismo non di certo aiuta ma la negazione o il nichilismo ci remano contro, vedo infatti questa barca (o questo carrozzzone) sprofondare con l'aggravante che chi c'è dentro è sopraffatto dalla cieca ignoranza barbara e criminale, dico dunque:ogni popolo ha il governo che merita.
      48 minuti fa ·  ·  2 persone
    • Pachino Promontorio la Storia ?"(9) - COMMISSIONE ESAMINATRICE E VALUTAZIONE DEI TITOLI 
      La Commissione verrà nominata con determinazione Sindacale ed è composta da: 
      - Il dirigente IX Settore o suo delegato nella qualità di presidente; 
      - Due dipendenti esperti nella materia oggetto della selezione componenti; 
      - Un segretario verbalizzante. 
      - Verrà inoltre individuato un componente supplente che sostituirà i componenti titolari in caso di 
      assenza o impedimento. 
      La Commissione dispone, complessivamente, del seguente punteggio:
      a) 20 punti per la prova pratica; 
      b) 40 punti per la prova orale; " cordiali saluti
      46 minuti fa · 
    • Pachino Promontorio la Storia Sia chiaro che pubblicando il bando e il capitolo 9 del bando stesso non nego le asserzioni della Edda...che condivido in pieno...poiché credo che una delle cause del "degrado" sia dovuta ad una selezione del personale comunale per puri atti di clientelismo.( vedi i funzionari dell'ufficio tecnico che in 22 vogliono cambiare settore)..clientelismo di cui vi confesso anch'io,a suo tempo, sono stato vittima.Tuttavia non possiamo generalizzare poiché ci sono anche persone e personale comunale che sono state selezionate nel tempo non per clientelismo ma per merito e punteggi...Ora ,considerato che trattasi di un impiego parziale e a tempo...rivelare un tumulto sociale e "politico" coinvolgendo anche chi nella fattispecie non ha voce in capitolo poiché l'atto è affidato alle prerogative del sindaco in quanto esecutore di una volontà di natura statale.diventa atto manicheo e demagogico..E dunque,,poiché è solo a questo soggetto giuridico che viene affidata la discrezionalità,( a parte il capo ufficio) di nomina che affianca lo stesso presidente in merito a una selezione temporale che rivela quanta sia importante che tale scelta venga fatta nel modo più trasparente possibile..Ma come sappiamo dalla storia dove il censimento si confonde con le gabelle.in Sicilia, in particolare, il censimento diventa cosa assai vitale. Poiché il tentativo di occultare beni che poi per incrocio dei dati possano fare emergere situazioni patrimoniali che si vogliono tenere ben nascostee una costante Ecco che dunque avere rivelatori affidabili diventa importante.( ma sono solo supposizioni derivanti da dati storici)..Ma è per questo anche importantissimo l'attenzione posta nel post da parte di Ruggero per tenere alta l'attenzione democratica affinché gli atti vengano fatti nel modo più trasparente possibile: selezionando personale per merito e punteggi e non per le solite vie che rendono all'occhio del cittadino/a la pubblica amministrazione e la politica un indistinto campo di: Totti gli stessi... saluti "merenderi"...Spiros
      9 minuti fa ·  ·  1 persona



permalink | inviato da Pachinos il 22/10/2011 alle 15:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
19 ottobre 2011
Accademia Georgofili Italia in movimento Documenti per la storia del paesaggio agrario dall'Unità ad oggi

Italia in movimento. Documenti per la storia del paesaggio agrario dall'Unità ad oggi

Mostra fotografica e documentaria

“Prima di rispondere alla vostra lettera occorrerebbe premettere a difesa della toscana agricoltura quest’avvertenza, ed è che rimirando, come voi avete fatto dal monte di San Miniato la sottoposta valle, ed i colli che le fan corona, è d’uopo confessare che l’estensione, l’accordo di quella scena che fa mostra della città, e di tante ville eleganti, e di così innumerevoli e decenti abitazioni, rendono in quel magnifico panorama quasi secondaria l’agricoltura …” 
LAPO DE’ RICCI, Della coltivazione dei contorni di Firenze. Giornale Agrario Toscano, IV (1830) 


La mostra, organizzata in collaborazione con la Società Geografica Italiana, l’Università degli Studi di Firenze e la Società di Studi Geografici, curata da Margherita Azzari, Paola Zamperlin, Irene Calloud, Riccardo Armellini e Fulvio Landi, è parte integrante di un più ampio progetto espositivo dal titolo “Scenari Italiani”, predisposto dalla Società Geografica Italiana. 
Strettamente collegata con l’esposizione che contestualmente è allestita presso la sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Firenze dal titolo “Italia in movimento. Direttrici e paesaggi dall’Unità ad oggi”, la mostra realizzata presso la Sede accademica focalizza la propria attenzione sulle problematiche connesse a quel paesaggio agrario che, nell’arco temporale considerato dall’Unità d’Italia ad oggi, ha subito importanti trasformazioni e cambiamenti, spesso radicali. 
La rappresentazione di queste trasformazioni è resa attraverso alcune tematiche chiave che sono, in estrema sintesi, “paesaggi della bonifica”, “paesaggi della tradizione”, “meccanizzazione e modernizzazione”, “costruzioni rurali” e “consumo di suolo”. 
La sequenza delle fotografie rappresenta al meglio l’evoluzione nel corso degli anni di alcuni aspetti che caratterizzano il paesaggio agrario ed il contesto sociale e culturale in cui si inserisce; segnala anche alcune criticità, soprattutto nella sezione dedicata al consumo di suolo. 
Tutto il materiale fotografico esposto è tratto dal Fondo REDA (Ramo Editoriale Degli Agricoltori) dell’Accademia dei Georgofili. 
Non è stato facile effettuare la drastica cernita delle tante immagini disponibili, resa necessaria per i limiti fisici degli ambienti e precise scelte espositive; la volontà dei curatori di permettere la fruibilità di questa esposizione a coloro che non sono cultori delle materie coinvolte (siano essi agronomi, geografi, geologi, ecc.) e di concentrarsi solo su immagini solo in bianco/nero hanno ulteriormente vincolato la scelta delle fotografie proposte. 
La sezione documentaria della mostra, curata da Davide Fiorino, ha seguito i medesimi criteri nella scelta delle tematiche e quindi del materiale esposto, interamente attinto dal ricchissimo patrimonio librario ed archivistico dell’Accademia dei Georgofili. Sono presenti quindi documenti che attestano come ai Georgofili si sia discusso non solo di pratiche agronomiche, di bonifiche, di costruzioni rurali, ma anche dei problemi connessi alle vie di comunicazione (siano esse strade, ferrovie o canalizzazioni) ed alla loro funzione in rapporto all’agricoltura ed al commercio. L’ammodernamento delle tecniche, dalla elettrificazione alla meccanizzazione agricola fino alle nuove forme di proprietà terriera, alla questione dell’emigrazione interna e la cosiddetta “questione meridionale” sono altri argomenti presentati nell’esposizione e che furono affrontati in seno all’Accademia, anche attraverso concorsi, per concretizzare e proporre possibili soluzioni, sempre nel più ampio quadro di quanto espresso nel proprio motto: prosperitati publicae augendae . 


La Mostra è stata realizzata nell’ambito delle manifestazioni promosse per il 150° Anniversario dell’Unità Nazionale ed aderisce alla XXI Settimana della Cultura Scientifica in Toscana, promossa dalla Regione Toscana. 

Galleria di immagini 

Bonifica 




permalink | inviato da Pachinos il 19/10/2011 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
marzo       

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 470131 volte